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Frode fiscale e il ne bis in idem

20 Dicembre 2021
Avv. Marco Vianello  

Il reato di frode fiscale e il ne bis in idem (ovvero il divieto di un secondo giudizio)

 

Il reato di frode fiscale e il ne bis in idem: possono celebrarsi più processi per fatture diverse nel medesimo periodo d’imposta?

Accade che più sentenze decidano su reati circa fatture diverse utilizzate a dimostrazione di costi inesistenti relativamente al medesimo periodo d’imposta.

È possibile ora porvi rimedio, limitando i danni e sintetizzare in un’unica decisione.

 

Introduzione sul reato di frode fiscale e il ne bis in idem

L’art. 2 del D. Lgs. 74/2000, che ha introdotto il reato di frode fiscale, recita:

1. È punito con la reclusione da quattro a otto anni chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, avvalendosi di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, indica in una delle dichiarazioni relative a dette imposte elementi passivi fittizi.

  1. Il fatto si considera commesso avvalendosi di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti quando tali fatture o documenti sono registrati nelle scritture contabili obbligatorie, o sono detenuti a fine di prova nei confronti dell'amministrazione finanziaria.

2-bis. Se l'ammontare degli elementi passivi fittizi è inferiore a euro centomila, si applica la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni”.

Una recente decisione della Suprema Corte di Cassazione ha sancito, tra l’altro, che “se la dichiarazione è unica e riguarda la medesima imposta, unico è il reato commesso con quella dichiarazione anche se i documenti utilizzati sono diversi”.

Ciò apre la strada alla semplificazione e al divieto di aggravare il sistema (e l’imputato) di plurime decisioni per il medesimo reato di frode fiscale, conseguenti ad altrettanti processi, con grave pregiudizio.

 

Il reato di frode fiscale e il ne bis in idem: nella mia esperienza di Avvocato ho assistito in varie occasioni a decisioni su reati fiscali che in ambito tributario casualmente hanno aggravato il sistema e colpito l’imputato con giudizi diversi di frode fiscale, seppure relativi a reati per reiterate violazioni per il medesimo periodo d’imposta.

La Cassazione, infatti, ha ricordato che “il D. Lgs. 74 del 2000, art. 2, prevede un’unica incriminazione per il soggetto che pone in essere una dichiarazione fraudolenta, sia che si avvalga di un solo documento, sia che utilizzi una pluralità di fatture o altri documenti, a nulla rilevando che le fatture o gli altri documenti siano diversi ed abbiano diversi destinatari”.

Il reato di frode fiscale, infatti, si perfeziona con la dichiarazione riferita alla determinata intera annualità e non alle singole registrazioni dei documenti fiscali.

È importante, pertanto, riuscire a monitorare l’eventuale esistenza di reati di frode fiscale contestati in procedimenti diversi e porvi rimedio, se possibile anticipando con richieste di riunione e, se impossibile, risolvendo in sede di esecuzione, facendo valere – appunto – il principio del “ne bis in idem”, cioè il divieto di un secondo giudizio, con la conseguente esclusione della duplicazione di giudizi. Una sola sentenza, eventualmente emessa per il medesimo reato di frode fiscale, cioè per uno o più documenti fiscali emessi nel medesimo anno d’imposta, sopravviverà, annullando le restanti eventuali.

 

Conclusioni sul reato di frode fiscale e ne bis in idem

In conclusione nella materia dei reati di frode fiscale è indispensabile avere chiaro il quadro complessivo, essere in stretta collaborazione con un esperto tributarista, magari il medesimo Avvocato difensore che segue gli aspetti del contenzioso tributario, rivelare ai propri difensori e consulenti il quadro completo, magari in connessione con il commercialista che ha tenuto la contabilità e seguito l’impresa.

Il lavoro di squadra e l’Avvocato penalista capace di dialogare con gli altri consulenti e professionisti sono elementi molto preziosi per una difesa proficua nei reati di frode fiscale.

Sarà compito precipuo del difensore cercare di individuare eventuali ulteriori procedimenti pendenti e indurre alla riunione degli stessi in un unico processo.

L’esperienza insegna che quasi mai è troppo tardi, per cui fornire all’Avvocato difensore le eventuali sentenze già emesse è importante, ragion per cui è indispensabile farsene rilasciare copia, da conservare con cura per sempre (la sua produzione potrebbe servire anche a distanza di anni).

Il difensore accorto valorizzerà queste esperienze e saprà trarne il maggiore giovamento possibile, evitando o annullando duplicazioni e riducendo conseguentemente i pregiudizi per l’interessato.

di Marco Vianello

Avvocato a Mestre, Venezia e Treviso

mail: marcovianello@ticosoci.it