Affido condiviso, tempi di permanenza dei figli con ciascun genitore e shared custody

01 Aprile 2019
Avv. Paola Dalla Valle  

Il Tribunale di Catanzaro, decidendo la controversia sorta tra i genitori in ordine alla collocazione del figlio di circa 6 anni dopo l'interruzione della convivenza familiare, ha accolto la domanda del padre di veder collocato il figlio secondo una divisione paritetica dei tempi che il bambino avrebbe trascorso con lui e con la madre.
I giudici hanno ritenuto che questa soluzione, nel caso concreto, non avrebbe provocato alcun tipo di pregiudizio al minore e dunque doveva essere preferita rispetto ad altre ipotesi di suddivisione del tempo del bambino (la madre aveva chiesto la collocazione prevalente presso di sé con due incontri infrasettimanali del padre e i fine settimana alternati).
Nell'accogliere la domanda il Tribunale di Catanzaro ha evidenziato che la c.d. shared custody ossia la previsione di una suddivisione pariteica della frequentazione dei genitori separati con figli minori è una misura non ancora di larga applicazione nella giurisprudenza italiana sebbene in linea teorica sia aderente alla previsione contenuta nell'art. 337 ter c.c. e sebbene su questo tema sia intervenuta anche una Risoulzione del Consiglio d'Europa sottoscritta anche dall'Italia (n.2079 del 2015) in cui si auspica l'adozione da parte degli stati membri di misure in grado di assicurare una responsabilità genitoriale condivisa e una parità dei ruoli tra madri e padri.