Lo sportello del cittadino: il testamento olografo

07 Luglio 2019
Avv. Prof. Gianluca Sicchiero  

Lo sportello del cittadino: il testamento olografo.

Come tutti sanno, il testamento è l’atto con cui in vita si destinano i propri beni per dopo la morte. E’ però una scelta che solo in parte è libera: a seconda che siano in vita il proprio coniuge, i propri discendenti o, se accade, i genitori quando manchino coniuge e figli, a loro è destinata una parte del nostro patrimonio. Si badi: solo a loro, non a fratelli e sorelle o parenti più lontani.

Questo significa che se non si attribuisce loro quanto la legge impone (si chiama “riserva” o “legittima”), questi soggetti potranno agire in giudizio contro chi ha ricevuto di più a loro danno.

Una parte del patrimonio è invece sempre disponibile e può essere attribuita a chi si voglia.

Queste norme hanno 150 anni di vita almeno, pur se in parte cambiate nel tempo e quindi il legislatore ha ben regolato la materia per impedire che qualsiasi sotterfugio consenta di violare la legge. Ad es. è inutile donare in vita i beni a qualcuno che si preferisce, perchè per calcolare la quota di legittima si devono computare anche le donazioni fatte in vita: è come se tutto fosse azzerato per fare i conteggi.

Il testamento può essere fatto davanti al notaio e lì sarà lui a scriverlo con le formalità di legge, interpretando la volontà del testatore.

Può però anche essere scritto dal testatore stesso, purchè tutto di suo pugno (non quindi con il computer), firmato e datato: è il testamento olografo.

Questo testamento vale come quello pubblico, bisogna solo avere l’accortezza di conservarlo in un luogo ove qualcuno di fiducia possa poi consegnarlo al notaio per la sua pubblicazione (si chiama così la procedura di apertura, che deve essere fatta dal notaio).

Il testamento è sempre modificabile o anche revocabile: fino all’ultimo giorno si può cambiare idea; l’importante è che sia chiara la volontà che si manifesta, perchè alle volte le persone scrivono più testamenti e diventa difficile capire cosa sia rimasto in essere e cosa no, laddove nell’ultimo non sia manifestata una revoca espressa di quelli precedenti.