Assegno postdatato: va messo subito all'incasso?

24 Aprile 2020
Avv. Prof. Gianluca Sicchiero  
Assegno postdatato. Il creditore deve mettere subito all'incasso l'assegno sebbene postdatato, per non perdere il suo diritto, almeno secondo una recente decisione della Corte di cassazione sull'assegno postdatato.

Assegno postdatato: chi lo riceve è tenuto ad incassarlo?


In merito all'assegno postdatato, la seconda sezione della C.S., con la sentenza 17-12-2019, n. 33428, afferma l’obbligo del creditore che riceva un assegno postdatato, di porlo comunque all’incasso, pena la perdita del suo credito.

In merito all'assegno postdatato, secondo la decisione citata “l'assegno bancario ha natura di mezzo di pagamento, onde la sua consegna dal debitore al creditore, in assenza di diverse specificazioni contenute negli accordi intervenuti tra i predetti soggetti, fa presumere l'intervenuta estinzione dell'obbligazione di pagamento di una somma determinata. Il creditore, che ha ricevuto l'assegno, è onerato di procedere alla sua presentazione per ottenere l'accredito della somma in esso indicata, trattandosi di comportamento rientrante nel suo generale dovere di collaborare per assicurare l'adempimento dell'obbligazione. Ove tale collaborazione non venga assicurata dal creditore in assenza di giusta causa si realizza comunque l'effetto estintivo dell'obbligazione stessa, in base al combinato disposto degli artt. 1175 e 1197 c.c.. Nè il creditore che sia rimasto inerte senza motivo è legittimato ad invocare in proprio favore la clausola del "salvo buon fine", posto che essa attiene all'esistenza della provvista sul rapporto tra emittente e istituto di credito o alla validità ed efficacia di quest'ultimo, e quindi trova la sua giustificazione causale nel predetto rapporto di provvista e riguarda, in ultima analisi, il comportamento del debitore. Ove quest'ultimo abbia agito correttamente, consegnando al proprio creditore un assegno bancario coperto, tratto su un rapporto di provvista valido ed efficace, del quale l'emittente aveva pieno diritto di disporre, il buon fine dell'assegno non può essere lecitamente impedito dalla condotta inerte e non collaborativa del creditore, alla quale non corrisponda alcun valido motivo.

Sul punto, va ribadito il principio secondo cui "in base alla regola di correttezza posta dall’art. 1175 c.c., l'obbligazione del debitore si estingue a seguito della mancata tempestiva presentazione all'incasso dell'assegno bancario da parte del creditore, che in tal modo, viene meno al suo dovere di cooperare in modo leale e fattivo all'adempimento del debitore. Se il creditore omette, violando la predetta regola di correttezza, di compiere gli adempimenti necessari affinchè il titolo sia pagato, nei termini di legge, dalla banca trattaria (o da altro istituto bancario), tale comportamento omissivo dev'essere equiparato a tutti gli effetti di legge all'avvenuta esecuzione della diversa prestazione, con conseguente estinzione dell'obbligazione ex art. 1197 c.c. " (Cass. Sez. 3, Sentenza n. 12079 del 24/05/2007, Rv.598083)”.

Assegno postdatato: conclusioni


Dunque, in merito all'assegno postdatato, salva la prova dell’esistenza di un patto per cui l’assegno debba essere incassato solo ad un certo momento oppure che funga da garanzia dell’esatto pagamento da effettuare in altro modo (es. con bonifico o con datio in solutum), contravvenendo però alla sua funzione di costituire mezzo di pagamento, l’assegno postdatato va messo all’incasso subito…
assegno postdatato
di Gianliuca Sicchiero 
sicchiero@ticosoci.it