Registro informatico dei testamenti, credete che sia finita?

26 Gennaio 2020
Avv. Prof. Gianluca Sicchiero  

Registro informatico dei testamenti, credete che sia finita?

Nel 1972 venne sottoscritta la convenzione di Basilea relativa all’istituzione del registro generale dei testamenti.

Doveva essere una questione molto complicata se la ratifica fu operata solo con la legge 25 maggio 1981, n. 307, il cui art. 3 indica che “è istituito presso il Ministero di grazia e giustizia, Ufficio centrale degli archivi notarili, il registro generale dei testamenti”. E disponendo con l’art. 5 che “il notaio, entro dieci giorni da quando roga o riceve in deposito o comunque partecipa alla formazione di uno degli atti di ultima volontà di cui all'articolo 4, deve chiederne l'iscrizione nel registro generale dei testamenti trasmettendo all'archivio notarile una scheda, datata e sottoscritta” contenente una serie di dati.

L’aspetto più importante è la consultabilità del registro sancita dall’art. 6: “chiunque crede di averne interesse può chiedere al conservatore del registro generale dei testamenti, allegando il certificato di morte del testatore o copia autentica del provvedimento che ordina l'apertura degli atti di ultima volontà dell'assente o della sentenza dichiarativa di morte presunta, un certificato cumulativo di tutte le iscrizioni esistenti nel registro relativamente alla persona defunta”.

Tuttavia per rendere operativo il sistema, l’art. 19 della legge ha demandato l’attuazione del registro ad apposito successivo d.P.R., che venne emanato il 18 dicembre 1984 (è il n. 956).

Già si guardava in là nel tempo, dato che il suo art. 1 prevede che “il registro generale dei testamenti, istituito con la legge 25 maggio 1981 n. 307, è tenuto con sistema automatizzato mediante l'uso di elaboratori elettronici”.

Ma come far funzionare tutto questo, dato che mancavano le regole tecniche?

Ci ha pensato, quattro anni dopo, il decreto del Ministro di grazia e giustizia 18 marzo 1988, “approvazione del modello di registro per la ricezione delle schede di iscrizione nel registro generale dei testamenti”; ma era il modello cartaceo, non quello informatico (si noti che nel frattempo l’informatizzazione delle conservatorie era già stata stata disposta con la l. n. 52/1985).

E il registro informatico? Ma che fretta!
L’art. 5 bis della legge n. 307/1981 è stato infatti introdotto dall’art. 12, comma 7, della l. n. 246/2005, mica c’era prima, a dispetto del d.P.R. n. 956/1984.
E’ infatti questo art. 5 bis che prevede che “l'obbligo di iscrizione può essere assolto anche mediante trasmissione in via telematica, direttamente al registro generale dei testamenti, dei dati previsti dall'articolo 5 e dal relativo regolamento di esecuzione di cui al decreto del Presidente della Repubblica 18 dicembre 1984, n. 956”.

Ci siamo? Ovviamente no perché serve un regolamento ad hoc, per il quale le regole habent sua sidera.
Calma e pazienza che in 15 anni ci arriviamo: infatti il 20 settembre 2019 il Ministro per la giustizia firma decreto n. 170, pubblicato in Gazzetta il 24 gennaio 2020 (prima non c'era spazio?), contenente il “Regolamento recante la disciplina delle modalita' di iscrizione in via telematica degli atti di ultima volontà nel registro generale dei testamenti su richiesta del notaio o del capo dell'archivio notarile“.

Siamo alla fine? Ma insomma, volete avere un po' di pazienza?

Infatti l’art. 6, comma 2 del Regolamento dice che: 

“con provvedimento del direttore generale dell'Ufficio centrale degli archivi notarili, adottato entro centottanta giorni dall'entrata in vigore del presente regolamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, acquisito il parere dell'AgID e del Garante per la protezione dei dati personali, in conformità alle regole tecniche previste dall'articolo 71 del codice dell'amministrazione digitale, sono fissate: a) le modalità tecnico-operative per la redazione, sottoscrizione, trasmissione e conservazione delle richieste di iscrizione, delle comunicazioni di cui all'articolo 2, comma 4, delle comunicazioni che gli archivi notarili devono effettuare all'Ufficio centrale degli archivi notarili in merito ai versamenti eseguiti dai notai, per la gestione e conservazione dei dati e per assicurare la loro segretezza; b) i requisiti di legittimazione e le credenziali di autenticazione con le quali il personale degli archivi notarili può  consultare in via telematica i dati inseriti nel registro generale dei testamenti; c) le modalità informatiche e telematiche di consultazione dei dati dell'indice previsto dal terzo comma dell'articolo 154 del regolamento approvato con regio decreto 10 settembre 1914, n. 1326, e dall'articolo 27 del regio decreto-legge 23 ottobre 1924, n. 1737, convertito dalla legge 18 marzo 1926, n. 562; d) la data a decorrere dalla quale la richiesta d'iscrizione può essere eseguita per via telematica; e) la data a decorrere dalla quale le nuove modalità di cui alla lettera b) sono operative”.

Quindi si devono attendere:

-il provvedimento del direttore generale dell'Ufficio centrale degli archivi notarili;

-il parere dell’Agenzia per l’Italia digitale (Agid);

-quello del Garante per la protezione dei dati personali.

Mica poteva finire tutto subito no?