Coronavirus: come avere il rimborso dei biglietti per spettacoli di teatro, cinema o musei

01 Aprile 2020
Avv. Prof. Gianluca Sicchiero  

Coronavirus: come avere il rimborso dei biglietti per spettacoli di teatro, cinema o musei

Abbiamo comprato i biglietti per spettacoli di teatro, cinema o museo?

Prima che il coronavirus rendesse impossibile muoversi di casa, molti di noi hanno comprato biglietti di spettacoli che dovevano tenersi successivamente, specie di concerti, teatro o museo.

Questi spettacoli sono stati ovviamente fermati e non sapremo se saranno annullati del tutto o rinviati; comunque abbiamo a mani biglietti per le date originarie e si tratta di capire se, passata l’emergenza del coronavirus, ci saranno rimborsi o altro.

 Coronavirus, abbiamo perso i soldi dei biglietti?

Non abbiamo perso i soldi dei biglietti degli spettacoli già pagati; il decreto legge n. 18 del 2020 ha regolato questo problema nell’art. 88: anzitutto ha escluso che vi sia la responsabilità dell’organizzatore, scrivendo che la situazione causata dal coronavirus genera la “sopravvenuta impossibilità della prestazione”, materia regolata dall’art. 1463 del codice civile.

Tuttavia la stessa disposizione del codice aggiunge che chi ha ricevuto il denaro per la prestazione divenuta impossibile “non può chiedere la controprestazione, e deve restituire quella che abbia già ricevuto” e dunque siamo creditori del prezzo pagato.

Se usassimo solo il codice civile, quindi, avremmo diritto solo al rimborso del prezzo. 

La soluzione adottata: il voucher per il dopo coronavirus

 L’ultimo decreto legge in tema di coronavirus ha dettato una soluzione specifica: “I soggetti acquirenti presentano, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, apposita istanza di rimborso al venditore, allegando il relativo titolo di acquisto. Il venditore, entro trenta giorni dalla presentazione della istanza di cui al primo periodo, provvede all'emissione di un voucher di pari importo al titolo di acquisto, da utilizzare entro un anno dall'emissione”.

Dunque niente rimborso ma sostituzione del biglietto, ovviamente per uno spettacolo che si terrà ad epidemia di coronavirus terminata.

Il voucher dà diritto alla partecipazione allo spettacolo già pagato e quindi, in sostanza a ricevere la prestazione di cui siamo creditori; quindi è cedibile ad altri, come consente l’art. 1260 del codice civile.

Ma come fare a chiederlo, dato che teatri, cinema ed organizzatori sono chiusi a causa del coronavirus?

Figurarsi poi se il biglietto sia stato comperato on-line e la sede del venditore sia in altra parte d’Italia!

Chi ha la posta elettronica certificata, può chiedere il voucher allegando la copia del biglietto ed offrendo di consegnare l’originale quando verrà consegnato il voucher o quando l’ufficio sia aperto.

Vale anche la posta elettronica ordinaria, cioè la mail che usiamo tutti i giorni, semprechè arrivi una risposta dall’altra parte, altrimenti non c’è la prova che la richiesta sia stata fatta in tempo.

Altrimenti, ancora, c’è l’ordinaria raccomandata a.r., ma qui c’è il rischio perfino di discutere con i controllori, si tratti di una misura d’urgenza di quelle previste dai vari provvedimenti emanati contro la diffusione del coronavirus.

La restituzione “fisica” del biglietto, se la sede del venditore sia attualmente chiusa o sia distante e se non sia stata utilizzata la raccomandata, dovrà essere concordata in altro modo; il venditore, ad es., può annullare il biglietto vecchio, che avrà un qualche identificativo, al momento in cui rilascia il voucher.

In ogni caso la richiesta di avere il voucher con l’offerta di restituire il biglietto secondo le modalità che si richiedono al venditore, è da ritenersi valida, perché il contratto va eseguito “in buona fede” e, in caso di dubbio su come restituire il vecchio biglietto, chiedere istruzioni al venditore è un comportamento legittimo. 

La restituzione del prezzo del biglietto dello spettacolo

 E cosa succede se lo spettacolo non si farà entro l’anno?

E’ chiaro che se saremo ancora interessati allo spettacolo, il voucher che sostituisce il biglietto sarà la soluzione migliore; però può accadere che non ci sia la ripetizione dello spettacolo; oppure può essere che ci siamo persi il termine, dato che non tutti si studiano i decreti legge.

Non sappiamo poi quali saranno le misure che verranno emanate, al termine dell’epidemia da coronavirus, per assistere a spettacoli pubblici: saremo ancora seduti uno vicino all’altro?

Ora se lo spettacolo non sarà ripetuto entro l’anno, l’organizzatore dovrà restituire il denaro del biglietto, per cui è opportuno tenersene una copia.

Ma se la prestazione è possibile e noi decidiamo di non andare, tale situazione si trasforma in una nostra rinuncia alla prestazione e quindi il rimborso del biglietto dello spettacolo non è possibile, perché l’organizzatore comunque l’ha messa a nostra disposizione affrontando la relativa spesa.

E’ la stessa cosa che succede se non arriviamo in tempo allo spettacolo, il biglietto non è rimborsabile.

Quanto invece al fatto che il termine di 30 giorni per arrivarsi sia troppo breve.. questa è una scelta del legislatore, irragionevole data la brevità del termine e la difficoltà di organizzarsi in questo periodo, in cui causa coronavirus ci viene vietato perfino di uscire di casa, ma questo è un altro discorso.